|
|
Suono
con un archetto Cadenza dal 2004. Sul mio violino J. Steiner
esso produce un suono di ampio spettro con molti toni alti, che è
adatto senza difficoltà a tutte le sale da concerto. All'inizio la sua leggerezza e agilità
mi hanno affascinato; con un archetto di legno si è costretti a
scegliere tra l'una o l'altra caratteristica, ma con un Arcus posso
avere entrambe, unite ad un suono nobile e puro nei toni alti e grande
precisione nei toni bassi.
Ho appena comprato un secondo Arcus con bacchette ottagonali, con un suono ugualmente bello, più denso in mezzo e che dona una sensazione di elevata stabilità.
Mia
moglie, la quale suona come primo violino nella stessa orchestra, poco
tempo fa a comprato un archetto Cadenza Oro, molto adatto al suo
violino italiano. Questo straordinario archetto produce un suono
rotondo e chiaro allo stesso tempo. E' molto stabile nel pianissimo e
ha una riserva d'energia infinita fino alla punta.
Complimenti alla Arcus per questa innovazione che unisce talento, tecnologia e musicalità.
Stefan Rodescu, violino principale, Orchestre National d'Ile de France
"Qualche settimana fa ho comprato un archetto per violino Cadenza.
Desidero farvi sapere quanto mi fa piacere suonare con il mio archetto
Arcus. Ho già una serie di raffinati archetti francesi e inglesi (due Simons, D. Peccate, Henry, Tomassin,
Bazin e altri ancora), ma nessuno ha le eccezionali qualità
tecniche e di suono del vostro archetto. È quasi impossibile trovare un archetto come il mio Arcus, che permette
di suonare pezzi delicati e raffinati con la stessa facilità, finezza e sicurezza di pezzi più imponenti e
virtuosi. La qualità di suono è stupenda e mi soddisfa nel modo più assoluto. Anche tre dei miei allievi
suonano con il vostro archetto, con gli stessi magnifici risultati".
Ricardo Cyncynates, concertino
|
"Il
mio Arcus Cadenza mi dà la possibilità di ottenere un suono
particolarmente pieno e
robusto, mantenendo comunque sempre una sorprendente eleganza e
precisione. Il suo uso è assolutamente semplice e la tenuta in mano è
eccellente!
Questo archetto è in grado di produrre un suono imponente e rotondo,
unito sia ad una meravigliosa chiarezza sia ad una forza penetrante."
Isabelle Faust
Isabelle Faust suona il "Rosaspina"
Stradivari dell'anno 1704 così come un "Del Gesù" di Peter Greiner del 2001.
|

|
"Quando ho sentito parlare per la prima volta dell'archetto Arcus, ero
piuttosto scettica. Avevo già suonato con altri archetti in fibra di
carbonio e li ho trovati piuttosto deludenti. Inoltre avevo sempre
preferito fino ad allora archetti pesanti, e sapevo che l'archetto
Arcus avesse la caratteristica di essere estremamente leggero.
Nonostante tutto però la mia curiosità era restata, e già dopo aver
suonato gli archetti per 10-15 minuti ero così
entusiasta, ho scelto un Sinfonia, che in verità è il più
leggero di tutti!
Con l'archetto Sinfonia il suono del mio violino è diventato più pieno
e ricco di armonici, mentre ogni singolo suono è distinto e
concreto come non mai, e questo soprattutto anche nelle posizioni alte,
così come nelle note doppie e negli accordi. Ho
raggiunto un'assoluta leggerezza nel suonare, poiché l'archetto
poggia in maniera inusualmente stabile sulle corde. Sequenze di accordi
a tre voci possono essere suonate con Arcus senza difficoltà e non c'é
più nessun fastidioso "tremolio" nel pianissimo. Ho avuto bisogno
di un certo periodo di tempo per abituarmi al nuovo arco, soprattutto
per imparare nuovamente i salti con l'arco. Ora posso
però farli in modo migliore rispetto a prima.
Voglio ringraziare i costruttori per ogni minuto che trascorro suonando
con questo archetto, che mi fa divertire e mi da un piacere nel suonare
senza fine."
Marta Kletinitch, "Duo Appassionata", Sito Internet
 |
"Oggi ho ricevuto il mio archetto e l'ho subito provato: grazie, è
fantastico! E' così leggero e comodo da suonare. Il tono è veramente
preciso e il suono perfetto.
Ho avuto qualche timore a suonare in modo così leggero , ma ciò non
influisce negativamente il suono, esso è migliore e più chiaro."
Frederic Moisan
|
"Per caso ho letto un articolo di Andrew Victor
sugli archetti, anche se sono fagottista. I commenti sugli Arcus mi
hanno incuriosito in modo tale, da convincere mia moglie a provare un
Arcus per violino (lei è violinista e violista, insegnante e ha
suonato finora con feinen Tubbs).
Mia moglie adora il suo Arcus! Abbiamo comprato un Arcus Concerto per
ognuno dei nostri 4 figli. La nostra figlia maggiore fa alla Juilliard il Master per viola. Ora tutti usano quasi esclusivamente sempre il loro archetto Arcus!"
Jim Fellows
"La qualità di un archetto per strumenti ad arco dipende soprattutto
dal controllo dato all'esecutore durante la propria
performance. Gli archetti Arcus offrono un controllo davvero
eccellente.
Gli archetti Arcus, al contrario di molti archetti di legno
tradizionali, rendono effettivamente possibile il raggiungimento di "una
nuova dimensione" nel timbro.
Naturalmente un "unico timbro" ideale resta solo un mito: per esempio anche corde di materiali diversi
risuonano con un timbro diverso, anche se tutte in maniera molto bella. Il suono prodotto dagli archetti Arcus è molto simile a quello
degli antichi archetti Tourte.
Mi auguro che in futuro molti musicisti possano trarre
profitto dai vantaggi offerti dagli archetti Arcus,
ottenibili a prezzi ragionevoli, e che non si lascino più ingannare da nomi famosi e prezzi alti."
|

Hitoshi Maezawa, Tokio NHK Symphony Orchestra. |
Un confronto molto ampio e dettagliato tra diversi archetti di Matthias
Zeller:
"Poiché mi sono interessato molto alla fibra di carbonio, ho parlato
con molta gente, mi sono informato e vorrei quindi condividere le
conclusioni a cui sono giunto. Come per dire, un piccolo resoconto dei
test…
A disposizione ho avuto 5 archetti in fibra di carbonio: Coda, Righetti, Arcus, purtroppo nessuno Spiccato,
come archetto di riferimento mi sono servito del mio buon archetto Heinz Dölling, prezzo di allora: 1000 €.
Fin da principio avevo escluso il Coda. Già per l'aspetto esteriore: così sommariamente lavorato, non poteva
essere preso sul serio. Sembrava, si sentiva ed era sicuramente un bastone grossolano. Alla fine l'ho pure
suonato, il timbro non era poi così male! Restavano così Righetti (modello
Sartory) e Arcus (2 Sinfonia
angoloso e un Sinfonia curvo). Come prezzo sono tutti più cari del mio Dölling.
Righetti: già l'aspetto esteriore è capolavoro estetico... La bacchetta del Sartory è testimonianza del
pieno controllo della materia. Slanciato, in filigrana, si notano le
fibre leggermente iridescenti. In generale
un aspetto molto caldo, simile a quella del legno. Anche la presa è
buona. Sta bene in mano,
l'equilibratura è giusta. E ora al suono: è impressionante come il
Sartory tira sulle corde. Lo si può guidare
bene, il suono si sviluppa in maniera uniforme. Cremosa. Anche lui
salta, anche se non proprio tanto
facilmente (nonostante sia in fibra di carbonio, pesa quasi quanto un
archetto in legno)… Un archetto comodo, che elegantemente fa quello che gli si vuole far fare.
Il paragone con il Dölling lascia però da pensare: secondo le
informazioni il Righetti dovrebbe essere di una classe superiore (se si
tiene conto che il Dölling costa lo stesso, se non di meno!). Però non
lo è! Non raggiunge la brillantezza di suono del Dölling, in
confronto suona per lo più sordo e smorzato. E anche lo spettro dei suoni non
è così ricco come il caro Dölling. Spiccato:… il Dölling poggia in
maniera
evidentemente più tranquilla sulla corda, il Sartory salta qua e la, è
un po' ribelle. E graffia anche di più!
Risultato: un archetto molto buono, ma non arriva al mio Dölling da 1000 €, è robusto sì, ma comunque
non è un affarone. .....
ARCUS: ...dalla Musikmesse 2000 sapevo che questi archetti non si possono suonare facilmente.
Sono concepiti in modo diverso, bisogna prima abituarsi.
Al primo tentativo ho però constatato che alcune cose sono cambiate. In confronto allo "shock" della fiera di
allora, ora arrivo molto più in fretta ad una sensazione di eseguire, di maneggiare l'arco. Già dalle
prime note è chiaro che qui le promesse vengono mantenute - produce davvero un suono intenso, dal timbro
compatto. Ascoltatori dicono senza remore che questo archetto ha maggiore sonorità. Lo si può menare senza
mezzi termini:-), le arcate per questo si presentano ineccepibili. Grazie alla leggerezza dell'archetto, in
modo meravigliosamente semplice e senza sforzo. Qui si aprono le nuove possibilità, che per me sono il
motivo principale per "sniffare" nelle nuove tecnologie. Non sono mai passato con nessun altro archetto dal
détaché allo spiccato così facilmente. Finalmente si può suonare il "Barocco" con un archetto moderno. Mozart, Bach sono
ora per me eseguibili con un "normale" violino e con un archetto "moderno". Fino ad ora ho sempre tirato fuori il
mio modello barocco.
Confronto con il Dölling: le qualità tecniche sono a prima vista
paragonabili. Con entrambi si ottiene uno spiccato pulito, senza molti
"graffi". Entrambi producono un suono intenso e rotondo. Arcus vince
però dove c'è un forte in collegamento con arcate veloci. Lo si
può semplicemente "sferzare" di più. E' leggero, sopporta molta forza e
il suono risponde semplicemente in maniera più veloce. Con
esso posso ricavare semplicemente di più dal mio violino. È ammirevole
quanta pressione si possa esercitare. Dopo averlo suonato a
lungo si guadagna in suono e brillantezza. Tanto il detaché quanto lo
spiccato si dominano in maniera sonora, la possibilità di
passaggi fulminei è per me qualcosa di nuovo nella tecnica del suonare.
Al contrario il Dölling dà ancora un effetto aristocratico, ma non più
così focoso. Naturalmente, è anche più pesante, cosa che (come del
resto anche per il Sartory) è comoda, quando si vuole far suonare
l'archetto da solo, ma si è semplicemente più veloci con un archetto
leggero. E anche se questo costa maggiore sforzo… anche nel piano
l'Arcus risuona aristocratico e raffinato, ma si deve cambiare la
propria tecnica.
Risultato:
un archetto interessante, che ha molte opzioni a portata di mano e che
a prima vista apre al violino più grandi potenziali.
Cosa si nasconde dietro, lo si vedrà con il tempo, quando si è fatta
pratica con l'archetto. In tutti i casi un comodo sostituto del
Dölling. Non una cattiva copia, ma una vera controparte. ...
Attenzione:
per me il senso e anche il futuro e le potenzialità dell'archetto in
fibra di carbonio non stanno nel cercare di imitare gli archetti in
legno, bensì nell'utilizzare al meglio le nuove possibilità offerte da
questo materiale. La leggerezza dell'archetto, raggiunta grazie al
materiale composto, e quindi dell'esecuzione non può più mancare, una
volta che la si è conosciuta. Qui Arcus ha il concetto migliore e alla
fine mi ha convinto in pieno.
Anche economicamente parlando, non essendo possibile trovare un
conveniente rapporto qualità-prezzo, non ha nessun senso
procurarsi delle "imitazioni" del legno, se ricercando con un po' di
pazienza, posso comprarmi un archetto in legno di qualità migliore
per lo stesso prezzo.
Le possibilità offerte dagli archetti Arcus indicano la via da seguire.
Legno e carbonio si integrano e secondo me rappresentano una
vera alternativa. Forse deve arrivare un Paganini, che sviluppi una
nuova tecnica, dove si utilizzano al meglio le possibilità offerte
dalla fibra di carbonio. Quando ci si accorge che un archetto leggero è
tanto rigido quanto un archetto abituale, è assurdo costruire
archetti pesanti in materiale rigido, solo perché noi siamo abituati
così e la tecnica degli strumenti ad arco è impostata su questo. La
tecnica sfrutta al massimo le possibilità e le porta alla luce…- il
concetto della Arcus offre questa possibilità!" ...
Matthias Zeller, violinista e compositore. Lipsia. www.matthiaszeller.de Ritorna sopra
|